Diciamoci la verità: chi dice di essere sazio prima del dolce sta mentendo. Lo stomaco dei dolci è un’entità a parte, regolata da leggi fisiche ancora sconosciute.
Qui non troverai pasticceria d’alta scuola con sculture di zucchero filato o mousse che richiedono il termometro al millesimo di grado. Io sono per i dolci “da credenza”, quelli che profumano la casa di vaniglia e burro appena accendi il forno, o per quei dessert al cucchiaio furbissimi che prepari in dieci minuti d’orologio quando hai una voglia matta di zucchero ma zero sbattimento.
Pasticciare deve essere un piacere, non una sessione di chimica applicata. Quindi rilassati, tira fuori la frusta (va benissimo anche quella a mano, promesso!) e scegli il tuo livello di golosità.
Il mio segreto inconfessabile:
Se una torta si rompe mentre la sformi, non farti prendere dal panico. Tagliala a cubetti, buttala in una ciotola con un po’ di crema o panna montata, versaci sopra del cioccolato fuso e spaccialo per un “Trifle destrutturato all’inglese”. Funziona sempre.